La location per Matrimoni, Unioni Civili ed Eventi a Sussina
Location
Al confine tra il verde e l’azzurro
A pochi minuti dalla costa, ma immersa nel silenzio di Sussisa, Marinin dal 1869 offre un’atmosfera che difficilmente si trova altrove.
Il bosco di castagni secolari avvolge la location in un verde profondo, mentre in lontananza si intravede lo scorcio azzurro del mare ligure. È proprio in questo equilibrio – tra natura e costa, silenzio e vita – che nasce l’anima di Marinin.
Gli ampi spazi esterni permettono di vivere l’evento in più momenti e atmosfere diverse: l’aperitivo tra il verde, il pranzo o la cena sotto il cielo aperto, la torta, il caffè e i digestivi in un angolo più raccolto. Ogni fase della giornata trova il proprio spazio, senza fretta.
La veranda, ampia e luminosa, accoglie gli ospiti in un ambiente protetto ma sempre aperto alla luce naturale e al paesaggio circostante – il punto di incontro ideale tra comfort e natura.
Esterni
Veranda
Zona ricevimenti
Ristorante
Ambienti interni
Un'anima che viene da lontano
All’interno, un locale più intimo custodisce ancora i muri in pietra dell’antica trattoria: è il cuore storico di Marinin, oggi dedicato al catering, che conserva intatta la dimensione raccolta e familiare delle origini.
Poco distante, il campo da bocce racconta un’altra epoca. È rimasto invariato, contornato dalle traversine originali della ferrovia, con il suo rullo storico ancora appoggiato al lato del campo – un dettaglio autentico che lega Marinin alla tradizione ligure e alla socialità di un tempo.
La rinascita
Una promessa che continua a vivere
Marinin dal 1869 non è soltanto un luogo recuperato. È una storia di famiglia che ha scelto di continuare.
Nel 2023, quando il futuro della trattoria sembrava incerto, Annalisa ha deciso di raccogliere un’eredità fatta di lavoro, sacrificio e amore per questa terra.
Pochi giorni prima di salutarla, suo padre le affidò un’unica richiesta, pronunciata nel dialetto che aveva sempre accompagnato la loro quotidianità:
“Annalisa, me racumandu… porta avanti.”*
La risposta arrivò senza esitazione.
“Sì, Pa’.”
Da quella promessa è iniziato un nuovo capitolo.
Ogni ambiente è stato recuperato con rispetto, preservando l’identità della trattoria e riportando alla luce ciò che il tempo aveva custodito. Nulla è stato trasformato per seguire una moda: ogni intervento è nato dal desiderio di mantenere viva l’anima di questo luogo.
Il primo matrimonio celebrato a Marinin dal 1869 è stato dedicato proprio a lui. Un gesto semplice ma profondo, che ha segnato l’inizio di una nuova storia fatta di persone, emozioni e ricordi destinati a durare.
Oggi chi arriva a Marinin non trova soltanto una location immersa nel verde tra bosco e mare. Trova una casa che continua ad accogliere, una storia che continua a essere scritta e una promessa mantenuta ogni giorno.
La dedica di Annalisa al suo papà
Al mio papà
Erano i primi mesi del 2023 quando il mio papà aveva capito che qualcosa non andava nella nostra trattoria.
Non stava bene, usciva sempre meno di casa e, nonostante avessi chiesto a tutti di non affrontare l’argomento con lui, continuava a farmi la stessa domanda:
“Cosa è successo? E adesso chi la prenderà?”
Alla fine di marzo le sue condizioni peggiorarono. Qualche giorno prima di lasciarci, mi guardò e, nel nostro dialetto, mi disse con la semplicità che lo ha sempre contraddistinto:
“Annalisa, me racumandu… porta avanti.”
“Sì, Pa’.”
Fu l’unica risposta che riuscii a dargli.
Le lacrime riempirono i miei occhi, ma non le lasciai scendere. Non avevo ancora idea di come avrei fatto, da dove sarei partita o quali difficoltà avrei dovuto affrontare. Sapevo soltanto che quella promessa sarebbe diventata il mio obiettivo.
A te, Pa’, dedico il primo matrimonio celebrato nella nostra trattoria: le nozze di Emanuela e Giulio.
Ogni traguardo raggiunto porta con sé l’impegno, la dedizione e il sacrificio che ho visto ogni giorno in te e nella mamma.
Forse avresti avuto qualcosa da ridire su come ho tagliato l’erba, sistemato il bosco o curato ogni dettaglio. Ogni volta che ci penso, però, sorrido immaginando quello che avresti borbottato.
E allora continuo.
Per te.
Per la mamma.
Per la nostra famiglia.
Per Marinin.
Ciao, Pa’.
Erano i primi mesi del 2023 quando il mio papà aveva capito che qualcosa non andava nella nostra trattoria.
Non stava bene, usciva sempre meno di casa e, nonostante avessi chiesto a tutti di non affrontare l’argomento con lui, continuava a farmi la stessa domanda:
“Cosa è successo? E adesso chi la prenderà?”
Alla fine di marzo le sue condizioni peggiorarono. Qualche giorno prima di lasciarci, mi guardò e, nel nostro dialetto, mi disse con la semplicità che lo ha sempre contraddistinto:
“Annalisa, me racumandu… porta avanti.”
“Sì, Pa’.”
Fu l’unica risposta che riuscii a dargli.
Le lacrime riempirono i miei occhi, ma non le lasciai scendere. Non avevo ancora idea di come avrei fatto, da dove sarei partita o quali difficoltà avrei dovuto affrontare. Sapevo soltanto che quella promessa sarebbe diventata il mio obiettivo.
A te, Pa’, dedico il primo matrimonio celebrato nella nostra trattoria: le nozze di Emanuela e Giulio.
Ogni traguardo raggiunto porta con sé l’impegno, la dedizione e il sacrificio che ho visto ogni giorno in te e nella mamma.
Forse avresti avuto qualcosa da ridire su come ho tagliato l’erba, sistemato il bosco o curato ogni dettaglio. Ogni volta che ci penso, però, sorrido immaginando quello che avresti borbottato.
E allora continuo.
Per te.
Per la mamma.
Per la nostra famiglia.
Per Marinin.
Ciao, Pa’.
Radici